La risoluzione di Strasburgo

La Risoluzione di Strasburgo, che ha per oggetto La Conferenza Europea sull’assistenza personale per le persone disabili chiede una vita indipendente per tutte le persone disabili è, in un certo senso, il vero e proprio manifesto del movimento. Inzia con una dichiarazione forte (“Noi disabili…”), attraverso la quale si connota in carattere internazionale del movimento.

Diversi i punti che affronta: importanza dell’assistenza personale, definita come uno dei fattori chiave di vita indipendente, condanna della segregazione e dell’istituzionalizzazione, riaffermazione dei principi proclamati dall’ONU, quali il diritto a vivere in comunità e ad avere pari opportunità. In seguito elenca 11 principi che gli Stati dovrebbero rispettare:

  1. La disponibilità del servizio di assistenza personale come diritto civile ed umano, che prescinde dal tipo di disabilità.
  2. Diritto alla scelta dei servizi di assistenza.
  3. L’assistenza come prerequisito alla libera partecipazione a tutti gli aspetti della vita quotidiana.
  4. Disponibilità di tali servizi sia a lungo che a breve termine.
  5. Disponibilità di fondi sufficienti per garantire tale servizio.
  6. Adeguatezza delle retribuzioni per gli assistenti.
  7. Garanzia del finanziamento e contiuità della sua erogazione.
  8. Libertà, da parte degli utenti, di assumere tutti gli assistenti che ritenga necessari.
  9. Obbligo di non usare l’assenza del servizio come giustificazione all’istituzionalizzazione.
  10. Approntamento di procedure uniformi di giudizio e di appello, tali da permettere un accesso veloce ai servizi di assistenza.
  11. Pieno coinvolgimento dei disabili e delle loro organizzazioni nei processi decisionali.
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